
L'Invecchiamento Cutaneo (I.C.) rappresenta una
delle numerose manifestazioni di un fenomeno più ampio, l'Invecchiamento
Generale (I.G.).
Possiamo distinguere fondamentalmente due forme
di I.C. :
- I.C. fisiologico
- I.C .fotoindotto
Nell'I.C. fisiologico abbiamo una diminuzione della
capacità di rigenerazione dei vasi, rughe sottili, diminuzione del
tessuto elastico, diminuzione del turnover cellulare e moderata
perdita di collagene dai tessuti.
Nell'I.C. fotoindotto si assiste ad una grave perdita
di vasi, rughe profonde, grana della cute spessa, cellule di tipo
precanceroso, produzione anarchica di tessuto elastico anomalo (elastosi)
e grave perdita di collagene.
Concorrono fattori interni (genetici, ormonali,
da malattia) e fattori esterni (ecologici, da inadeguata cultura
cosmetologica, da errata alimentazione, da errate abitudini di vita,
stress e fumo).
I segni clinici più evidenti di questo processo
sono :
- secchezza cutanea
- perdita di elasticità cutanea
- rughe
- assottigliamento epidermico
- modificazioni del colorito della cute
- fragilità vasale
- incanutimento e calvizie
Glogau classifica il danno cutaneo in 4 tipi :
- Tipo I (danno medio - assenza di rughe - 20-30 anni)
- Tipo II (danno moderato - rughe presenti al movimento - 35-45
anni)
- Tipo III (danno avanzato - rughe presenti a riposo - oltre 50
anni)
- Tipo IV (danno severo - solo rughe - 60-70 anni)
La Medicina Estetica, nell'ambito di un approccio
multidisciplinare, prevede un programma di intervento (programma
Diagnostico - programma Preventivo - programma Correttivo) completo
e complesso volto sì a ripristinare gli eventuali parametri alterati,
ma soprattutto a monitorare continuamente i normali processi di
invecchiamento. E dunque, invecchiare "meglio e più a lungo"
facendo attenzione che la nostra Età biologica non superi
( o meglio si mantenga al di sotto ) la nostra Età cronologica
o anagrafica.
Nell'ambito del programma Preventivo e Correttivo
il " C - FACE - LIFTING " trova, a mio avviso,
un posto determinante.
Si tratta di un nuovo tipo di "refreshing
peeling" combinato con l'azione di un particolare tipo di vitamina
C.
Innanzi tutto perchè il peeling e perchè la vitamina
C ?
Il peeling (spellamento) chimico costituisce una
delle metodiche di correzione dei parametri cutanei alterati nell'I.C.
In questo caso parliamo di un peeling chimico ed
in particolare di un certo tipo di acido glicolico (AHA). La scelta
dell'acido glicolico è stata fatta per la sua azione di "distensione"
esercitata sugli strati più superficiali della cute, perchè è un
acido che non produce neoangiogenesi e per la sua estrema versatilità.
Ricordo che l'acido glicolico (AHA) agisce in funzione
di tre parametri:
- concentrazione (in soluzione fino al 70%)
- pH
- tempo di applicazione
Variando i suddetti parametri possiamo avere azioni
estremamente differenti e possiamo utilizzare l'acido glicolico
come soft-peeling o come medium-peeling; quindi la nostra stimolazione
potrà andare dagli strati più superficiali dell'epidermide fino
al derma papillare.
Nel " C - FACE - PEELING " utilizziamo
un acido glicolico a basse concentrazioni (dal 20% al 30%) con un
pH molto basso (< 1) e con tempi di applicazione molto ridotti
(da 1 a 3 minuti). Questo proprio perchè vogliamo una stimolazione
sì energica, ma solo sugli strati più superficiali; ciò ci consente
di ottenere il massimo effetto lifting, proprio di questo tipo di
acido, di poterlo utilizzare anche su fototipi alti senza rischi
di iperpigmentazioni, anche in periodo estivo e di creare un passaggio
ottimale per l'assorbimento della particolare vitamina C in oggetto.
La vitamina C (acido L-ascorbico e non L-ascorbato),
accanto alle ben note proprietà antiossidanti, favorisce la riattivazione
della vitamina E, la stimolazione del collagene, il ripristino dell'elasticità
cutanea e presenta notevole effetto antiinfiammatorio sulla pelle:
prevenzione e cura, dunque, dell'I.C. fotoindotto.
La particolare formulazione del prodotto (acido
L-ascorbico al 10%, solfato di zinco e L-tirosina) ci consente di
"sfruttare" in toto la quantità di vitamina C in
quanto la molecola si presenta "blindata" nei confronti
dell'ossidazione a contatto con l'aria; lo zinco aiuta la produzione
di collagene stimolata dall'acido L-ascorbico e la L-tirosina, in
sinergia con l'acido L-ascorbico, promuove la rigenerazione del
tessuto connettivo attraverso la stimolazione dei fibroblasti.
Il protocollo di lavoro comporta, una volta effettuata
la visita preliminare ed il test di sensibilità cutanea, la preparazione
del viso, l'applicazione dell'acido, la neutralizzazione, l'applicazione
della vitamina C in questione su tutte le aree cutanee e di un complesso
oleoso poliaminoacidico e polivitaminico in occlusione per almeno
due ore. A casa la terapia cosmetologica prescritta a seconda del
biotipo e del fototipo individuato sempre associata a piccole quantità
di acido glicolico in formulazioni diverse e di vitamina C.
Tenendo sempre presente la variabilità dei soggetti
che si sottopongono a questo particolare "refreshing peeling",
la frequenza delle applicazioni sarà inizialmente quindicinale per
almeno tre mesi e quindi mensile.
Sono stati valutati 20 soggetti di sesso femminile,
di età compresa tra i 30 ed i 60 anni, con fototitpi diversi (da
2 a 4-5), con biotipi differenti (pelle seborroica, invecchiata,
disidratata, asteatosica), con danni di lieve, modesta e severa
entità (rughe sottili, profonde, macchie senili, alterazioni del
colorito cutaneo, assottigliamento epidermico e notevole perdita
di elasticità cutanea), ma tutti con una sensibilità cutanea non
superiore a 1-2 (sec. Ramette).
I soggetti in esame sono stati trattati per un
periodo di quattro mesi (aprile-maggio-giugno-luglio) con applicazioni
quindicinali e monitorati con pH-metria, sebometria, corneometria,
test di sensibilità e osservazione alla luce di Wood.
Le valutazioni suddette sono state eseguite, su
ogni soggetto, sia sulla cute del viso in trattamento che su altre
aree fotoesposte (collo e decolletè) non trattate.
Al termine del suddetto periodo di terapia tutti
i parametri valutati si sono mantenuti entro i range di normalità,
alla luce di Wood l'osservazione non evidenziava più comedoni apprezzabili
e alterazioni del colorito nette, ma soprattutto all'esame obiettivo
il colorito cutaneo si presentava uniforme con luminosità ritrovata,
le rughe lineari (frontali e periorbitali) notevolmente distese
e la grana cutanea diminuita.
La compliance dei pazienti è risultata ottimale
(durante la cura si sono esposti anche al sole con le dovute precauzioni)
sia per l'ottimo inserimento nella normale vita sociale (dopo ogni
intervento è stato sempre possibile reinserirsi immediatamente nel
contesto lavorativo e/o sociale) sia per i risultati apprezzabili
ottenuti (netta la differenza all'osservazione tra la cute del viso
trattata e quella delle aree cutanee non trattate).
Concludo dicendo che, a mio avviso, il "C
- FACE - LIFTING" rappresenta un'ottima "arma"
in mano alla Medicina Estetica, preventiva e correttiva nello stesso
tempo, per "combattere" danni di un I.C. accelerato.
La semplicità di esecuzione, la ridotta probabilità
di rischi (è sempre un atto medico!), la notevole compliance dei
pazienti e gli apprezzabili benefici sulla pelle ne fanno uno strumento
innovativo e prezioso.
Va comunque sempre ricordato che il "C
- FACE - LIFTING", ove vi siano le indicazioni, si inserisce
in un programma di prevenzione e cura della persona molto più ampio,
multidisciplinare, che Medico e Paziente non dovranno mai perdere
di vista.
Per approfondimenti si veda Bibliografia
Data ultima revisione: Gennaio 2007