La patologia venosa
ricorre frequentemente nella pratica clinica dell’Ambulatorio
Medico.
Riconoscere i principali segni clinici, fare
una accurata anamnesi ricercando familiarità e concause
(aumento di peso, prolungata stazione eretta, stipsi, terapia
estroprogestinica, pregressi interventi chirurgici, esposizioni
a fonti di calore, ecc.) ed utilizzare il Doppler C.W. per
valutare le eventuali incontinenze valvolari del circolo
superficiale e del circolo profondo, sono elementi indispensabili
per fare una corretta diagnosi.
Gli interventi terapeutici da applicare nella
patologia venosa possono essere numerosi, medici e/o chirurgici.
La medicina Estetica è una medicina restitutiva
e correttiva che si propone di conservare il benessere psico-fisico
dell’individuo.
Nell’ambito della patologia venosa,
la M.E. predilige interventi terapeutici che ripristinino
la funzione alterata attraverso tecniche mini invasive accanto
ad un costante rispetto per l’Estetica intesa nel
significato di BELLEZZA = SALUTE.
Ma la M.E. vuole essere innanzi tutto una
medicina preventiva che educhi l’individuo a conoscersi,
ad accettarsi, a gestirsi, secondo regole di igiene di vita,
di igiene alimentare, di igiene fisica, psicologica e cosmetologica.
In Flebologia la prevenzione dura tutta la
vita e, accanto a norme di igiene di vita, si avvale di
farmaci flebotonici, profibrinolitici, di fitopreparati,
di preparati omotossicologici, per uso interno e per uso
topico nonché di tutori elastocompressivi.
Ci sono tre grandi gruppi di calze elastiche:
- CALZE DA RIPOSO, per le quali non è necessaria la
prescrizione del Medico e che chiunque può utilizzare
liberamente.
- CALZE DI SOSTEGNO, (con compressioni alla caviglia
che vanno dai 10 mmHg ai 20 mmHg) che il Medico prescriverà
come importante supporto preventivo in assenza di danni
conclamati.
- CALZE TERAPEUTICHE, (suddivise a loro volta in quattro
classi di compressioni alla caviglia dai 20 mmHg ai
60 mmHg) che il Medico prescriverà come fondamentale
supporto terapeutico solo in presenza di patologie veno-linfatiche
ben definite.
Accanto alle calze elastiche, oggi molto usate
per la loro grande praticità, il Medico dispone di tutta
una serie di bende a maggiore o minore elasticità, adesive
e non, di grande importanza in terapia flebologica.
A questo proposito, risulta di grande aiuto
per il Medico e di grande beneficio per il paziente, un
particolare bendaggio fisso con Tensoplast impregnato di
un gel preventivamente refrigerato e contenente elevate
percentuali di mentolo (come rinfrescante), di ippocastano
(come antiedemigeno) e di mirtillo (come coadiuvante nel
ripristino di una corretta permeabilità capillare), nella
cosiddetta "Flebopatia Ipotonica Costituzionale"
dove troviamo gambe gonfie, pesanti, dolenti e calde spesso
anche in assenza di segni clinici di alterazioni funzionali.
Quando invece compaiono alterazioni funzionali
del sistema venoso superficiale, dove l’incontinenza
valvolare diventa causa di reflusso e quindi di possibili
complicanze come varici, flebiti, varicoflebiti, tromboflebiti,
flebotrombosi (circolo venoso profondo), ulcerre cutanee,
ecc., allora l’imperativo per il Medico diventa quello
di eliminare il suddetto reflusso.
Esistono terapie chirurgiche (come lo stripping,
la flebectomia per minincisioni, la terapia conservativa
CHIVA) e terapie mediche; tra queste ultime la scleroterapia
ricopre un ruolo di grande importanza nel trattamento ambulatoriale
delle varici e delle teleangectasie.
Le teleangectasie rappresentano soltanto un
danno estetico e possono essere eliminate con delle microsclerosi
con o senza compressione elastica a seconda dei casi.
Le varici, invece, oltre al danno estetico,
costituiscono un vero e proprio danno funzionale, anche
in assenza di sintomi apprezzabili e possono essere eliminate
con una scleroterapia combinata, associata cioè a bendaggio
elastocompressivo fisso sia eccentrico (sulla varice) che
concentrico (sulla gamba).
Tale terapia non comporta tagli, dolore, anestesie
e soprattutto immobilizzazione del paziente che può, anzi
devemuoversi quanto più possibile. Richiede sedute settimanali
o quindicinali per un tempo proporzionale all’estensione
delle varici in oggetto.
Nonostante si tratti di una terapia ambulatoriale
e di facile esecuzione non bisogna mai dimenticare che è
pur sempre un "atto medico" con controindicazioni
assolute e relative ( poche per la verità), ma, a mio avviso,
molto meno rischioso e invalidante di un intervento chirurgico.
Ogni intervento terapeutico in Flebologia
non dovrà mai dimenticare il supporto dei flebotonici (sintetici
o di derivazione naturale), delle bende o delle calze elastiche
o delle creme (O/A o A/O) arricchite con principi attivi
sul microcircolo che garantiscano alla pelle elasticità
ed idratazione, assicurando quindi la sua naturale funzione
di barriera
Per approfondimenti si veda Bibliografia.
Data ultima revisione: Gennaio 2007